mercoledì 9 giugno 2010

La terapia del sorriso e della dolcezza

Tutta la vita davanti di Paolo Virzì
Ieri è stata una giornata frenteica direi... sono andata a studiare in biblioteca perché spesso stare a casa mi fa perdere tempo e passare troppe ore sola aiuta i miei pensieri e scorrere interminabili e penosi... così mi sono alzata di buon ora, ho fatto tutto con un certo ordine, ho messo il mio bel vaio (e scusate la pubblicità che faccio alla sony ma è davvero bello e mi da soddisfazione come compagno di scrittura!) nello zaino, fuori un caldo boia, aspetto il bus e me ne vado all'università... vedere tanti giovincelli che come me sono alle prese con la tesi e gli esami mi rincuora, mi riporta in qualche modo in una dimensione più concreta, tutti siamo umani, con la nostra sensibilità, i nostri problemi, grandi e piccoli quindi, mi dico, non c'è nulla di anormale nelle tue crisi emotive e nell'instabilità del tuo umore; in fondo lo diceva anche Baudelaire che ognuno di noi racchiude in se un inferno e un paradiso... in questa fase io sono tra i diavoletti che mi punzecchiano col loro maledetto forcone ma uno di questi ribalto la situazione e li mando a spasso al Polo Nord!! Maledetti diavolacci che rubate la mia calma e concentrazione... ma forse tutto il male non viene per nuocere, non avrei mai scritto questo blog se non fossi così alla ricerca di qualcosa che ancora non c'è, se non avessi mille e mille stimoli emotivi... quello di scrivere il blog è l'unico momento in cui mi placo, mi sembra di dare vita a qualcosa di mio, di tirare fuori qualche pallina di fuoco e lanciarla lontana vedendola mentre in lontananza si disperde, si sgretola, si sfuma... ho divagato... arrivo in biblioteca, prendo i libri e tutto quello che mi serve, comincio a scrivere consultare libri rielaborare concetti... mi viene fame... ho caldo... sento la temperatura corporea che fa i caprici, caldo-freddo, freddo-caldo... mi domino, scrivo, vado avanti e ho sempre la sensazione di poter fare di più, di dover fare meglio e in meno tempo, eppure nessuno mi corre dietro nessuno mi mette ansia tranne la mia ombra! Sono il mio peggior nemico... ormai mi sono innervosita, comincio a sentirmi stanca, stressata, a dominare a fatica la mia concentrazione... vado a mangiare qualcosa e nel frattempo mi rilasso ascoltando un po' di musica, mi piace canticchiare, mi rasserena, ascolto le conversazioni di chi mi sta intorno, ridacchio quando dicono qualche sciocchezza, due ragazzi fanno gli intellettualoidi, parlano ad alto voce per far sentire i loro giudizi tecnici su Andrea Pazienza, due ragazze alla mia sinistra si raccontano della nascita dell'amore con i loro attuali fidanzati, ogni tanto un venticello fresco mi accarezza... io sento le loro chiacchiere passivamente e involontariamente mentre canticchio a bassa voce e tutto quello a cui mi riesce di pensare è che vorrei essere sempre altrove, sempre in movimento... la staitcità è il mio cancro, è una forza maligna che mi mangia piano piano le cellule vive... sono ferma col corpo e con la mente... se finisco la tesi al più presto mi laureo e scappo via, finalmente e per sempre, ma non riesco a scrivere se non pochi concetti al giorno... se potessi muovermi ritroverei la vitalità fisica e mentale che mi permetterebbe di macinare pagine e pagine... è un circolo vizioso, se potessi questo succederebbe quest'altro, causa effetto, un'interazione irrisolvibile tra quello che vorrei e quello che dovrei, se solo riuscissi nel dovrei al più presto avrei il vorrei... torno a scrivere, mi impegno e cerco di contenere il diavolo che c'è in me... vado avanti nervosamente finché non ce la faccio più, mi sento ansiosa, adirata, sconvolta, resto? me ne vado? prendo un po' d'aria e continuo? Inizia a piovere fuori e io non so che fare, so solo che il mio corpo reagisce alle mie comunicazioni interne.. ormai sono nello psicosomatico andante... me ne vado, metto tutto a posto e corro a prendere l'autobus, mi sento sfinita come se avessi lavorato per giorni interi senza mai chiudere occhio e come se l'unica cosa che volessi è dormire per tre giorni di fila... non vedo l'ora di essere a casa, lanciare questo zaino colmo di fonti, principi, dichiarazioni d'intenti, convenzioni, consuetudini, accordi non ancora scritti, progetti futuri bloccati e che vanno a rilento... voglio mettermi comoda, riposare, scrivere...riposare... seduta in autobus m sento ansiosa al massimo, ho caldissimo, cerco di distrarmi, di controllarmi, mi sento completamente stravolta, come una costruzione montata al contrario, sento un senso di nausea, voglio scendere ho bisogno d'aria... per fortuna arrivo a destinazione... a casa mi lascio invadere da un'onda di tristezza e penso che devo affrontare tutti questi dubbi, queste incertezze, voglio una soluzione definitiva, un pacchetto completo ma non so che pesci prendere... ho bisogno di una terapia della risata forse, per ripristinare la mia vitalità, la mia pazzia positiva, il mio essere un'inguaribile romantica e un'instancabile sognatrice, la mia voglia di fare mille cose diverse, di imparare, di curiosare... dolcezza e risate questa dovrebbe essere la mia cura... la prima che lenisca, la seconda che mi rinvorisca... me ne vado a letto, non metterò sveglia per domani, voglio alzarmi riposata per iniziare la giornata meglio... mi alzo e trovo un biglietto di mia madre in cui mi dice che mi ama e di fidarmi perchè una soluzione buona la troveremo... sorrido... ho avuto la prima dose di dolcezza... mi metto a scrivere ... buongiorno!



Smile though your heart is aching                                 
Smile even though it's breaking                                      
When there are clouds in the sky, you'll get by              
If you smile through your fear and sorrow
Smile and maybe tomorrow
You'll see the sun come shining through for you

Light up your face with gladness
Hide every trace of sadness
Although a tear may be ever so near
That's the time you must keep on trying
Smile, what's the use of crying?
You'll find that life is still worthwhile
If you just smile

That's the time you must keep on trying
Smile, what's the use of crying?
You'll find that life is still worthwhile
If you just smile


5 commenti:

  1. Provare a scappare , e dove?? Domanda che mi faccio troppo spesso ormai

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  2. dovunque!!come diceva de andrè il motivo del viaggio e viaggiare! Mentre vai tante cose le lasci dietro pur portandole con te... il viaggio è la mia dimensione, è una delle poche dimensioni in cui mi sento completamente a mio agio...

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  3. certo, ma il problema è che prima o poi torni a casa, indi ritrovi le cose che hai lasciato. ( infatti di solito quando viaggio il ritorno è sempre un trauma )

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  4. hay muchos espacios donde seguir sonriendo, un abrazo grande!

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  5. Claudio il viaggio ti da una percezione diversa e nuova di affrontare tutto quello che lasci, il viaggio non inteso come vacanza di una settimana (anche se pure quello in qualche modo ti distrae un po') ma visto come un percorso da attraversare... almeno a me i viaggi che sono serviti sono stati quelli in cui potevo fermarmi, scoprire i luoghi, le persone, una nuova lingua, una cultura diversa... vengono fuori lati di te che non credevi di avere, cose di cui non ti credevi capace e tante belle sensazioni che ti fanno sentire bene e che spesso nella staticitá perdi... vero che i viaggi di ritorno sono un trauma ma torni diverso e questo in qualche modo ti placa...

    Aurelia si, tienes razón, lo que quiero es encuentrar muchos de estos espacios, un abrazo cariñoso ;)

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