martedì 25 maggio 2010

Un uomo senza sogni sarebbe un cinghiale laureato in matematica

Ho sempre adorato Faber, credo sia stato il mio primo amore ed è uno di quegli amori che non finiscono mai... ho iniziato ad ascoltarlo quando avevo 14, 15 anni e mi trasmetteva già qualcosa anche se credo che ancora non lo capissi granché, ero una ragazzina con una personalità e un carattere ancora non formato e in evoluzione per avere un contatto  pieno con un tipo di musica e di poesia che esprimeva temi così importanti in modo così profondo; però qualcosa di implicito e di ancora a me sconosciuto mi avvicinava alla sua voce, alle sue canzoni, alle sue idee, alla sua poesia... la cosa che più mi stupiva quando iniziavo a conoscerlo è che più lo ascoltavo più non mi stancava, più lo ascoltavo più scoprivo che c'era qualcosa da scoprire, da interpretare, da contestualizzare... quello che lo ha reso unico per me era che aveva un effetto quasi lenitivo sulla mia inquietudine, mi sembrava ascoltando la sua musica e le sue parole che comunicasse direttamente con me, non era un'azione a senso unico la mia ma era come se molte domande, molti pensieri che sentivo dentro trovassero un interlocutore in De Andrè... sembrava mi capisse più di chiunque altro al mondo pur non avendomi mai parlato... la forza delle parole, della poesia, del saper esprimere l'animo immenso che aveva... e poi quando ne ascoltavo le inteviste? Restavo a bocca aperta una persona di un'intelligenza lucida e mai banale... nei momenti in cui mi sembra tutto indefinito De André mi viene in aiuto perchè mi emoziona sempre, mi fa riflettere, mi fa vibrare e mi stimola... tanti piccoli brividi mi accarezzano la schiena perchè "un uomo senza utopie, senza slanci e passioni sarebbe un cinghiale laureato in matematica pura..."


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